IO NON TI AMO - un racconto di Sancho Santoni (à la Ronald Laing)
Lui: Tu vuoi cambiarmi perche' non faccia piu' delle cose, non faccia piu' politica, non vada al cinema, non faccia volontariato; vuoi che passi piu' tempo con te. Io invece voglio cambiare il mondo insieme a te
Lei: Tu vuoi cambiarmi perche' vuoi che venga al partito, perche' vuoi che venga al cinema . La realta' e' che non mi ami perche' non vuoi stare solo con me
Lui: Io ti amo
Lei: Io forse non ti amo, perchè non voglio amare una persona che non vuole passare del tempo con me
Lui: No, sono io che forse non ti amo, perchè dedico troppo tempo ad altre cose e non a te
Lei: Io ti amo
Lui: Dici che mi ami, ma in realtà non mi ami, vuoi cambiarmi
Lei: Tu vuoi cambiarmi e io vengo al cinema, al sindacato, ma lo faccio solo per te
Lui: Io non voglio che fai le cose che fai per me. Voglio che tu ci creda, voglio che ti piacciano
Lei: Sai quante ne voglio io di cose. Che tu non mi dai. Lo so, non sono la fidanzata perfetta, a volte voglio stare sola e metto il muso
Lui: No, sono io che non sono il fidanzato perfetto, che non ci sono mai per te. E se tu non sei la fidanzata perfetta è colpa mia
Lei: Sei un egocentrico. Tutto fa riferimento a te. Non posso più essere qualcosa. Perchè tu poi dici che lo sono solo perchè tu sei così. Tutto è sempre riferito a te
Lui: Io ti amo
Lei: No non mi ami. Ami una me che hai nella tua testa
Lui: Sei tu che non mi ami, ami un me che hai nella testa, infatti vuoi cambiarmi
Lei e Lui (insieme): Hai ragione! NON TI AMO
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Ronald David Laing (Glasgow, 7 ottobre 1927 – Saint-Tropez, 23 agosto 1989) è stato uno psichiatra scozzese.
Analizzato dallo psicoanalista inglese Charles Rycroft presto sviluppò una visione della psicopatologia del tutto originale. In alcuni saggi famosi propose un nuovo punto di vista sulla malattia mentale. In particolare scrisse sulla condizione schizoide e sulla psicosi.
Laing fu tra i principali ispiratori del movimento detto antipsichiatria, una corrente scientifica di cui tuttavia non arrivò a condividere le conclusioni più estreme. In particolare, volle continuare a definirsi uno psichiatra, sostenendo l’esistenza della malattia mentale, intesa come sofferenza psichica, di cui è necessario ricercare la cura attraverso l'intervento esterno del medico.
Molto vicino filosoficamente alle posizioni della fenomenologia e particolarmente all'esistenzialismo-marxista di Jean-Paul Sartre, si è sempre mostrato molto critico rispetto alla visione della malattia mentale propugnata dalla psichiatria tradizionale, in special modo nei confronti della schizofrenia che all'epoca veniva "trattata" nei manicomi istituzionali.
Le sue posizioni in materia di salute mentale non erano avulse da una critica del capitalismo, elemento questo tipico anche di altri esponenti dell'anti-psichiatria come David Cooper e Félix Guattari, nei quali le problematiche dell'alienazione mentale e quelle dell'alienazione sociale si intrecciano.